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Visita i Dintorni di Peschici sul Gargano:

TOUR DELLE GROTTE MARINE

Tutti i giorni partono (con condizioni meteorologiche ottimali) dal porto-approdo di Peschici alle ore 09.00 comode motonavi per la visita alle grotte marine della costa del Gargano.
Queste è una delle escursione classiche per il visitatore... con essa si scopre la bellezza straordinaria della nostra terra, la conformazione della roccia bianca a strapiombo sul mare, le insenature da cartolina e le bellissime grotte marine.

La gita è piacevole: dopo una prima parte fino all’ora di pranzo, si sosta nella famosa baia di San Felice. La Baia di S. Felice, incassata fra due dossi cosparsi di folta e profumata pineta, è una delle baie più suggestive). A renderla tale si presta l'Architiello, un costone ampiamente forato, posto al suo imbocco come un portentoso arco di trionfo.
La leggenda vuole che sia stato costruito dalle Ninfe marine e dai Tritoni per accogliere nel mese di luglio Nettuno, re del mare, in viaggio di piacere con Anfitrite sua sposa, e tributargli feste ed onori.
Qui c’è la possibilità di fare un bel tuffo o pranzare, dopo un’ora circa si riparte per terminare la visita e riprendere la rotta per il ritorno arrivo a Peschici previsto per le 16.00 circa.

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Una Gita a Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo di "Padre Pio"

Questa escursione si può agevolmente fare in una giornata, partendo presto la mattina, la direzione da seguire è la strada (statale 89 direz. Vieste) verso la “foresta Umbra” (20 km). Al bivio di snodo al centro della foresta si prosegue con le indicazioni per Monte Sant”Angelo (30 km), situato ad un altitudine a circa 800 mt. da l.m. E' il centro Garganico più carico di storia e di tradizioni e deve il suo sviluppo alla fine del V secolo, quando, secondo la tradizione, l'Arcangelo Michele apparve in una grotta. I Longobardi, che in quel periodo dominavano nell'Italia meridionale, ne fecero il loro santuario nazionale.
In breve divenne rinomato in tutta la Cristianità e meta obbligata, non solo per i pellegrini di tutta Europa, ma anche per i Crociati in partenza per Gerusalemme, per Papi e Sovrani. Si accede al Santuario, scendendo per una lunga ed ampia scalinata. Le porte d'ingresso sono di bronzo e furono fuse a Costantinopoli nel 1076, per conto del nobile Pantaleone di Amalfi. Gli altari e le immagini che li adornano, sono scolpite nella stessa roccia della grotta. Sull'altare centrale, invece, troneggia la bianca e meravigliosa statua marmorea di Andrea Sansovino e, sul presbiterio, la cattedra vescovile scolpita su pietra del XII sec.

Dopo la mattinata dedicata al paese dell'Arcangelo ci si può dirigere verso la vicina cittadina di “Padre Pio”-San Giovanni Rotondo. Immersa nel verde del Parco Nazionale del Gargano e poggiata sulle alture delle colline a ridosso del Monte Calvo, la città di San Giovanni è incastonata al centro di un bellissimo scenario naturale.
Andando a ritroso nel tempo, per scoprire le origini di questo comune, risaliamo fino all'anno Mille. Fu fondata sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo A.C.; di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe e un battistero circolare che anticamente era destinato al culto di Giano, in seguito consacrato a San Giovanni.
La città vive alterne vicende, fino a quando nel 1916 vi giunge l'allora giovanissimo Padre Pio. Da allora ad oggi, il nome della città sarà indissolubilmente legato a quello del Frate di Pietralcina, che con la sua preghiera ha rinnovato il messaggio di fede, diffondendolo in tutto l'universo cattolico. Egli dedicò la sua vita al servizio della Chiesa, promuovendo la nascita dei Gruppi di Preghiera, realizzando di opere caritative, primo fra tutti l'Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza", dallo stesso Padre Pio definito "Tempio di Preghiera e di Scienza".
Inaugurato il 5 Maggio 1956, l'Ospedale è da un decennio riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico e dispone di oltre mille posti-letto.
Il centro storico di San Giovanni è una parte a sé stante della città, per chi è abituato a frequentarla per i luoghi sacri legati al culto di Padre.

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L'Arcipelago delle Tremiti "le isole del Parco"

L’escursione alle Tremiti è la gita obbligata per il turista in vacanza a Peschici. Dal porticciolo tutte le mattine alle 09.00 partono le motonavi con linea diretta per le isole; il tempo di percorrenza è di un' ora e mezza circa; il ritorno è previsto per le ore 17.30.

Conosciute sin dall’antichità come “Isole Diomedee”, le Isole Tremiti sono legate alla leggenda del mitico eroe greco Diomede, che approda sulle coste del Gargano e sceglie queste terre come sua dimora.
L’arcipelago delle Tremiti è formato da quattro isolotti: San Domino, la maggiore per dimensione e popolazione, è ricoperta da una fitta pineta d’Aleppo e da una rigogliosa macchia mediterranea. Le cavità naturali dell’isolotto si possono visitare con delle gite organizzate dai pescatori locali o affittando un gommone: La grotta delle "Viole”, la grotta del “Bue marino” e quella delle “Rondinelle” sono le più famose.

L’isola di San Nicola costituisce il centro storico ed amministrativo dell’arcipelago. Da vedere è l’Abbazia con la cinta muraria ancora intatta, che ne fa dell'isola un vero monumento sul mare.

L’sola di Capraia è situata a nord dell’isola di San Nicola. Essa è selvaggia e disabitata; le rocce sono coperte da una vegetazione a cespugli di cardi, capperi e artemisia.

Il Crepaccio, non più grande di uno scoglio, si differenzia dalle altre per il suo colore giallastro dovuto alla natura argillosa del terreno. Qui non vi è vegetazione.

Al visitatore rimarrà impresso il colore del suo mare cristallino. Se ha tempo e la capacità potrà immergersi nei fondali delle Isole e ammirare l’habitat marino unico di questo arcipelago "leggendario".

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Il Parco Nazionale del Gargano - La "Foresta Umbra"

Il 6 dicembre 1991 venne istituito il Parco nazionale del Gargano.
Un parco non si crea ne si inventa: si riconosce semplicemente che un particolare territorio ha particolari caratteristiche bisognose di tutela.
E il Gargano ha molte ragioni per essere salvaguardato.
Esso rappresenta infatti uno straordinario mosaico di situazioni biologiche e ambientali concentrate in un ristretto territorio. In quest'isola biologica, circondata dal mare e dalla piana del Tavoliere, è presente un altissimo grado di biodiversità: Su questo 0,7% del territorio nazionale è presente circa il 33% delle specie vegetali italiane e si riproducono 170 delle 237 specie di uccelli nidificati in Italia. Questa eccezionale ricchezza proviene dalla varietà degli eco-sistemi che si susseguono, che fanno dello Sperone d'Italia un territorio naturalmente "vocato" ad essere Parco Nazionale.
Molte delle 2.000 specie vegetali del Gargano sono endemiche (esclusive) del territorio e molto rare.

Una particolarità unica in Italia è rappresentata dalla presenza del Faggio a quote molto basse (meno di 300 m.). Questa specie arborea è favorita dal particolare clima del Gargano che assicura abbondanti precipitazioni nella tarda primavera. Le faggete Garganiche, vegetando molto al di sotto dei "normali" 800 m., sono dette faggete depresse.
Il Faggio è il cuore della Foresta Umbra, ma lì come altrove ad esso si associa la presenza di Tigli, Aceri, Cerri, Lecci, Carpini, Olmi, Tassi... Molto spesso queste specie sono caratterizzate da una crescita fuori dell'ordinario (macrosomatismo) e molti esemplari sono plurisecolari: è il caso di molti Tassi e Faggi della foresta e del noto Leccio del Convento dei Cappuccini di Vico.

Numerose sono anche le specie dei sottoboschi: Ciclamini, viole, agrifogli, biancospini, meli selvatici, edera... Piante endemiche del Gargano sono, tra le altre, la Scabiosa di Dallaporta, l'Inula candida, la Campanula garganica, il Cisto di Clusio. Rilevante la presenza di Orchidee: Se ne contano quasi 100 specie.

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